Arte futuristica: caratteristiche e opere famose

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Il futurismo è un importante movimento artistico e culturale italiano, dell’inizio del XX secolo.

Il primo movimento d’avanguardia non solo del nostro Paese, ma di tutta Europa.

La sua notevole influenza verso gli altri Paesi permise di rompere l’isolazionismo culturale dell'Italia dell’epoca.

Questo nuovo movimento fu capace di esprimersi sotto ogni aspetto artistico.

I futuristi si dilettarono dalla pittura alla scultura, al cinema, alla fotografia, all’architettura e in maniera notevole anche alla letteratura. Il massimo esponente, nonché fondatore, fu il poeta e scrittore Marinetti. Egli pubblicò nel 1909, il "manifesto del futurismo" sul giornale francese "Le Figaro".

Da qui nacque ufficialmente il movimento. Il manifesto non fu nient’altro che l’esposizione in maniera solenne dell’elenco dei principi base del pensiero futurista.

Una raccolta di pensieri, idee, convinzioni, propositi e intenti dei suoi seguaci.

Si notò subito l’accezione avanguardistica, un tentativo di rottura con ogni forma di arte del passato.

Per capire meglio l’atto di ribellione di Marinetti, riportiamo integralmente la conclusione del manifesto, la sua chiusura dopo l’elenco degli undici principi di base.

"È dall'Italia che noi lanciamo per il mondo questo nostro manifesto di violenza travolgente e incendiaria col quale fondiamo oggi il FUTURISMO perché vogliamo liberare questo paese dalla sua fetida cancrena di professori, di archeologi, di ciceroni e di antiquari.

Già per troppo tempo l'Italia è stata un mercato di rigattieri. Noi vogliamo liberarla dagli innumerevoli musei che la coprono tutta di cimiteri."

 

PROFETICO, MODERNO E INTERVENTISTA

 

Possiamo benissimo considerare il futurismo come il movimento artistico italiano più profetico del ventesimo secolo.

L’apologia della macchina da corsa, la velocità, la potenza, l’esaltazione alla violenza ne sono tutti dei rappresentativi esempi.

Per non parlare del suo stile interventista, che anticipa purtroppo l’interventismo politico del fascismo che durerà un ventennio.

Modernità e tecnologie vengono osannate ed esasperate.

Queste avevano il compito di aiutare l’Italia a passare da una civiltà contadina ad una industriale.

La sua spiccata accezione anarchica e incoerente con sé stesso ha reso confusi i confini tra movimento artistico e politico.

L’arroganza è il menefreghismo futurista sono tratti in comune con il fascismo.

Oltre alla politica, i futuristi riescono nell’intento di scardinare il rapporto di soggezione che ha da sempre attanagliato l’artista nei confronti delle pretese del committente dell’opera.

Una sorta di narcisismo autoreferenziale.

 

MARINETTI E GLI ALTRI, LE OPERE FUTURISTE

 

Intorno all’orbita di Marinetti, gravitarono un gruppo di giovani artisti. Tra cui, Umberto Boccioni, Carlo Carrà, Gino Severini, Luigi Russolo e Giacomo Balla.

Questi furono anche i firmatari, insieme al suo fondatore, del manifesto del futurismo. Marinetti interviene in ogni campo, manifesto sulla radio, sulla donna, sulla scultura, persino sul cibo.

Ma oltre a lui, diedero un enorme contributo anche gli altri. Nelle loro opere mettevano letteralmente a soqquadro i principi millenari dell’arte, cercando di ottenere degli effetti di compenetrazione della figura e dell’ambiente.

"Fusione di una testa e di una finestra" e "testa + casa + luce" sono dei dipinti di Boccioni che spiegano bene il concetto (e saranno tra i quadri più strani che vedrete per parecchio tempo).

Sempre Boccioni ha il merito di aver dipinto quello che è considerato il primo quadro futurista, "La città che sale", nel 1910.

Giacomo Balla si diletta in prove di dinamismo su pittura con "Dinamismo di un cane al guinzaglio", dove cerca di dare l’impressione del movimento in un quadro.

Carlo Carrà con "Manifestazione interventista" introduce il collage tra le tecniche futuriste. Nell’opera "Mare = Ballerina", Gino Severini si spinge oltre, dipinge anche la cornice.

In ultimo, il solito Boccioni, stufo della tela, porta le idee futuriste in forma tridimensionale con "Forme uniche della continuità nello spazio".

Riassume molto bene l’intero pensiero futurista, una frase del suo manifesto: "nessuna opera che non abbia un carattere aggressivo può essere un capolavoro".

 

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